martedì 12 aprile 2016

Il Borussia Neunkirchen nel 1918

Cento anni fa, la Prima guerra mondiale era iniziata. Tra i combattenti della zona della Saar ci furono anche un buon numero di calciatori. Arthur Goedicke giocò per il Borussia Neunkirchen, proprio come i fratelli Karl e Willy Brüder. Karl cadde nei primi mesi di guerra.


Di Arthur Goedicke resta una vecchia foto, ingiallita dal tempo, che è stata scattata poco prima della fine della guerra: una foto relativa ad una partita di calcio. Con la squadra della Fliegerersatzabteilung (FEA) 1, di stanza a Altenburg, Goedicke ha vinto (è il quarto da sinistra in maglia bianca), il 5 settembre 1918, per 7-0 contro il FEA 6 proveniente da Großenhain.

testo e foto di Michael Quell

sabato 9 aprile 2016

La fantastica Máquina

La Máquina è il soprannome che è stato dato alla squadra di calcio del River Plate in riferimento al periodo degli anni 1940. Dal 1941 al 1947, sotto la guida del tecnico Renato Cesarini prima e di José Minella poi, la formazione del River ottenne quattro titoli nazionali, mostrando un gioco baldanzoso ed esteticamente gradevole, basato sui rapidi scambi tra i giocatori.
La compagine fu anche soprannominata Los Caballeros de la Angustia (i cavalieri dell'angoscia), dato che vincevano spesso con reti all'ultimo minuto e davano sempre l'impressione di essere in procinto di segnare.
Il River aveva già destato particolare interesse per il proprio stile di gioco verso la fine degli anni 1930, tanto da essere stato chiamato Máquina una volta nell'agosto del 1938. I cinque giocatori che componevano la linea offensiva tra il 1936 e il 1937 erano Peucelle, Vaschetto, Ferreyra, Moreno e Pedernera: nel '37 riuscirono a realizzare 106 gol in 34 gare, stabilendo un primato.Il modulo utilizzato dall'allenatore dell'epoca, l'ungherese Imre Hirschl, non era dissimile dal sistema, anche se utilizzava due difensori anziché tre ed era dunque soprannominato "MW" invece di "WM".
La dirigenza decise di dare maggior valore al proprio settore giovanile, concentrando l'attenzione sulla formazione dei calciatori all'interno del club. Nel 1939 debuttò la mezzala Labruna, e così la linea d'attacco della società riverplatense nel 1940 aveva già quattro dei cinque attaccanti che divennero poi celebri nella Máquina: Muñoz, Moreno, Pedernera e Labruna; al posto di Loustau vi era ancora Aristóbulo Deambrossi, ala sinistra.L'ossatura della squadra era composta dai difensori Aarón Wergifker e Ricardo Vaghi, al River da diversi anni; a centrocampo vi era José Minella, che in seguito assunse il ruolo di allenatore. Nel 1942 Deambrossi lasciò il club, venendo sostituito da Loustau: si compose così il quintetto d'attacco che negli anni successivi avrebbe dimostrato una prolificità fuori dal comune.
La prima stagione de La Máquina fu quella del 1941. Sebbene il soprannome non fosse ancora stato coniato il club si aggiudicò la vittoria del campionato argentino, imponendosi sui secondi classificati del San Lorenzo de Almagro con un margine di quattro punti nella classifica finale. A dare al River la vittoria fu l'ultima giornata, che vide la squadra bianco-rossa superare per 3-1 l'Estudiantes. La prima linea fu particolarmente efficace, grazie anche al contributo di Deambrossi e, specialmente, del centravanti Pedernera. Le capacità realizzative della squadra furono valorizzate dalla difesa, solida e ben organizzata, imperniata su Vaghi, Ramos e Yácono. Il 21 settembre scese in campo per la prima volta il già menzionato quintetto.

 testo e foto di Marko Rinaldo Durante

Il favoloso River degli anni quaranta

venerdì 8 aprile 2016

Fritz Förderer bomber tedesco

Fritz Förderer nasce il 5 gennaio del 1888 a Karlsruhe nel Baden-Württemberg, soprannominato "Frieder", è stato uno dei migliori attaccanti del calcio tedesco, negli anni dal 1908 al 1913 ha indossato per undici volte la maglia della squadra nazionale di calcio tedesca, segnando ben dieci gol! Un record.

Inizia la sua carriera con il
FC Germania per poi passare nelle fila del prestigioso Karlsruher FV, una delle compagini migliori di quegli anni, diventando in breve tempo uno dei migliori calciatori del suo tempo. Quando ha solo 20 anni, esordisce con la Nazionale della DFB nella prima partita della storia della Nazionale tedesca; è il 5 aprile del 1908 e a Basilea affronta la Svizzera, allora una potenza del calcio continentale. 
La Germania è sconfitta per 5-3, ma lui realizza un gol. Pochi giorni dopo, scende in campo con la sua nazionale contro l'Inghilterra. Segna ancora, anche se solo il gol della bandiera in una netta sconfitta per 5-1. E' il 20 aprile e si gioca al Berlin-Mariendorf.


Il 15 maggio 1910 con il
Karlsruher FV, sul campo neutro di Colonia, si laurea campione di Germania, dopo aver sconfitto nella finale l'Holstein Kiel per 1-0 dopo i tempi supplementari. 
Altri importanti successi li ottiene nella Kronprinzenpokal quando giocando con la selezione della Germania del Sud si aggiudica questa prestigiosa coppa nelle stagioni 1910 e 1912. Si ripeterà anche nel 1921 ma questa volta con la squadra della Germania centrale.  

Dopo la prima guerra mondiale passa nelle fila del VfL Halle 1896.  


Ha anche partecipato alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912 giocando con la sua Nazionale contro la Russia e l'Ungheria segnado in entrambe le gare:  alla Russia segnò addirittura quattro reti, in una vittoria per 16-0 che è passata alla storia

Hanno detto di lui: "I suoi dribbling, il suo controllo di palla, i suoi tocchi improvvisi a destra e a sinistra, erano di classe mondiale. Uno dei migliori attaccanti in Germania".

Le foto sono di suo nipote Alexander

giovedì 7 aprile 2016

Adolfo Pedernera: il più forte di tutti!

"Pelè, Maradona od io? Chi è stato il migliore tra noi? Si vede che non avete mai visto giocare Pedernera. Lui è stato un gradino sopra gli altri. Sopra tutti. Sempre. Se oggi, dopo che ho vinto tutto, e ne ho viste di ogni colore, dopo che ho segnato a chiunque ed ho giocato al fianco dei migliori, se chiedete a me che cosa penso quando chiudo gli occhi e sussurro nella mia mente la parola ‘fùtbol’, io vi diró che la mia testa non risponderà, mentre il mio cuore penserà invece sempre e solo ad una persona: Adolfo Pedernera. Lui per me è stato un maestro. È stato il calcio. Tutto questo, lo devo a lui. Il calcio lo veneri, sempre; perché così non ne incontrerà mai più".
(Alfredo Di Stefano)

Adolfo Pedernera (Buenos Aires, 15 novembre 1918 – Buenos Aires, 12 maggio 1995) è stato un allenatore di calcio e calciatore argentino, di ruolo attaccante.
Ha legato il suo nome alla storia del River Plate degli anni 40: "La Máquina". Nonostante la posizione di centro-attacco (all'epoca una sorta di "boa" in area di rigore con unico compito di mettere la palla in rete), Pedernera è più una mezza punta: ama infatti rientrare spesso a centrocampo, trascinandosi dietro il marcatore e lasciando campo libero ai compagni di reparto. Dotato di una tecnica straordinaria: ha l'incredibile capacità di riuscire a servire sempre il compagno meno marcato con lanci millimetrici, il suo tiro è potente e preciso.
È considerato come il calciatore che ha inventato il ruolo di trequartista, all'epoca noto come centro-attacco. Giocava quasi in ogni ruolo dell'attacco, dal centravanti al regista. Cresciuto nell'Huracan, passò presto al River Plate squadra della quale sarebbe diventato la stella incontrastata per oltre un decennio. Lasciò la squadra per un'offerta milionaria del Club Atletico Atlanta dove tuttavia rimase una sola stagione. Tornò quindi all'Huracan ma nel 1949, anche a causa dello sciopero si trasferì in Colombia dove continuò ad incantare ed a vincere sino al 1954 quando, a causa della nuova normativa sui trasferimenti, fece il suo secondo ritorno all'Huracan smettendo di giocare nel 1955.

 testo e immagine di Marko Rinaldo Durante

Adolfo Alfredo Pedernera e René Alejandro Pontoni

Novembre 1922 incidenti sulle gradinate di Torino

L'Unione Sportiva Torinese affronta il Pisa, in una fredda domenica d'inverno. 
I tifosi biancocelesti della compagine torinese quando mancano pochi minuti allo scadere della novantesimo e la loro squadra si trova sotto di una rete, vedono che finalmente la palla, scagliata da un attaccante unionista, supera la linea bianca della porta, per venire però ributtatta in campo da un difensore della formazione toscana. Giusto il tempo di saltare in piedi ed esultare che si accorgono, sorpresi, che l'arbitro il Sig. Grossi, annulla quella rete che a tutti loro sembra invece regolarissima. 

In un attimo un nutrito numero di supporters invade il campo, circonda minaccioso l'arbitro che ... in un battibaleno decide ... di concedere la rete. In testa al gruppo un tifoso biancoceleste che brandendo una bottiglia nella mano parla in maniera piuttosto convincente.

L'arbitro nonostante la rete tanto discussa venga poi convalidata, si spaventa e tal punto che  ... decide di abbandonare il campo.

La partita fino a quel punto era stata però molto bella, vantaggio del Pisa con un tiro al volo di Guerrieri dopo un passaggio di Merciai, l'Unione pareggiò nel primo quarto d'ora della ripresa con un colpo di testa di Audisio, poi al quarantesimo il nuovo vantaggio dei pisani ...  prima dei famosi tafferugli.



martedì 5 aprile 2016

La prima rete nella Coppa del Mondo

Il 10 dicembre del 1907, Lucien Laurent è nasce a Saint-Maur-des-Fossés a pochi passi dalla città di Parigi. Passerà alla storia del calcio perché è stato colui che ha segnato il primo gol della Coppa del Mondo, era il mese di luglio 1930, e di giocava la coppa del Mondo in Uruguay, lui con la maglia della Nazionale francese affrontava il Messico.




"Stavamo affrontando il Messico e nevicava, dato che nell'emisfero meridionale era inverno. Uno dei miei compagni crossò il pallone e io ne seguii con attenzione il movimento, colpendolo al volo di destro. Fummo tutti contenti, ma non esultammo — nessuno comprese che eravamo passati alla storia. Una veloce stretta di mano e proseguimmo l'incontro. Non ci fu neanche dato un compenso: all'epoca eravamo dilettanti a tutti gli effetti".

Laurent ha iniziato la sua carriera con il Cercle Athlétique de Paris Charenton, dove ha militato dal 1921 al 1930. Nel 1930, andò a lavorare in una fabbrica della Peugeot e così trasferito alla squadra della società, il Peugeot Sochaux. In quell'anno ha anche avuto la sua prima convocazione per la Nazionale francese, debuttando in una sconfitta per 2-0 contro il Portogallo nel febbraio 1930.

Nel mese di luglio 1930, è partito con i Bleus destinazione Uruguay per partecipare alla prima Coppa del Mondo. La Peugeot, gli ha dato dei giorni liberi per effettuate il viaggio, ma non fu ovviamente pagato per giocare ricevendo solo una piccola somma di denaro dalla Federcalcio francese come rimborso spese. La prima partita della Francia quella contro il Messico si giocò davanti a una folla di 1.000 aspettatori al  Estadio Pocitos di Montevideo. La sua rete, che è passata alla storia come la prima in assoluto realizzata in una Coppa del Mondo, Laurent l'ha realizzata al 19', quando ha scagliato la palla in rete con un preciso tiro al volo dopo un passaggio di Ernest Liberati. La  Francia qual giorno ha vinto per 4-1.

Dopo la Coppa del Mondo, Lucien ha giocato per diversi club tra cui il Rennes e lo Strasburgo. Nel 1940, fu fatto prigioniero dai tedeschi e ha trascorso tre anni come prigioniero di guerra in Sassonia. Dopo il suo rilascio nel 1943, ha ripreso la sua carriera da giocatore con il Besançon RC.




 



Si è ritirato nel 1946, è rimasto a Besançon ha aperto una birreria e ha continuato a giocare in partite regolari fino all'età di 86 anni. Nel 1998, è stato l'ultimo membro della squadra del 1930, a vedere la Francia vincere la Coppa del Mondo.

lunedì 4 aprile 2016

Formazioni di inizio novecento


I pionieri dell'Albenga negli anni '20.


L'Unione Sportiva Milanese fu una squadra di Milano che disputó i campionati nazionali sino al 1938, anno in cui si uni al F.C. Internazionale per formare l'Ambrosiana.
Che in seguito riprese l'antica denominazione di Internazionale.


Il Derthona squadra di Tortona negli anni '20.

  
Un incontro internazionale fra la squadra Svizzera del Servette e il Bologna negli anni '20. 


Un immagine del Savoia Calcio relativa al Campionato 1923-'24, anno in cui incontrò il Genoa nella finale per lo scudetto, vinto poi da quest'ultimo.


Una bella immagine della Nazionale italiana nel 1927.  

Immagini e testi di Marko Rinaldo Durante