sabato 16 gennaio 2016

La Grecia ai giochi interalleati del 1919




I giochi interalleati si svolsero dopo la fine della Prima guerra mondiale i dal 22 giugno al 6 luglio del 1919 nello
Stade Pershing appena fuori Parigi. Partecipò solo il personale militare che erano attualmente in servizio o che in precedenza aveva servito nelle forze armate durante la guerra. Circa 1500 atleti provenienti da un totale di diciotto nazioni presero parte a questi campionati, vi si disputarono diverse discipline sportive oltre al calcio, come il tennis, la boxe, il basket ed il golf. 

Lo Stade Pershing è stato utilizzato soprattutto per le partite di calcio e ha ospitato la finale di Coppa di Francia in quattro occasioni. Ha ospitato i  primi Giochi Mondiali femminili nel 1922. Vi si sono giocate anche alcune  partite di calcio durante le Olimpiadi del 1924.  

 

venerdì 15 gennaio 2016

foot-baller al fronte ... in Portogallo


Un quotidiano portoghese ha recensito il libro.

Il River Plate nel 1908






Nella stagione 1908 il River Plate riesce a vincere la Segunda División, piazzandosi al primo posto nel girone B e superando Ferro e Racing rispettivamente in semifinale e in finale. Quest'ultimo incontro, disputato il 27 dicembre, si concluse con la vittoria del River per 7-0.

River Plate: Luraschi,  Chiappe, Politano,  Messina, Morroni, Chagneaud, Anapodisto García, Grifero, Abaca Gómez, Elías Fernández, Priano.

5' 1-0 Grifero.
22' 2-0 Abaca Gómez.
24' 3-0 Vigil (o.g.)
55' 4-0 Politano.
63' 5-0 Chiappe.
72' 6-0 Grifero.
85' 7-0 Chiappe.





mercoledì 13 gennaio 2016

foot-ballers al fronte


Quando i footballers scrivevano la storia


Il Calcio è storia: statistiche, partite e uomini e gli uomini sono coloro che fanno la storia, e che trasmettono tutte le passioni. Sensazioni, vita, adesione, impegno tutte qualità unite e al seguito degli eventi che hanno caratterizzato la storia della vita moderna. Opulenza e costume nel mondo moderno quello in cui il merchandising la fa da padrone, ma anche protagonisti nella quotidianità e interpreti dei grandi eventi che hanno caratterizzato il secolo scorso. A cent’anni dalla prima guerra mondiale che cambiò per sempre gli equilibri del vecchio continente, un’opera quella di Giorgio Acerbis (edizione Urbone publishing) dedicata ai giovani che, abbandonando le loro brillanti prospettive future legate al mondo del calcio, sacrificarono, insieme a quelle di milioni di altri giovani, le loro vite al servizio dei propri paesi. Ne viene fuori uno spaccato di conoscenze e di informazioni che accomuna i giovani di tutta Europa presenti nei differenti fronti di cui si compose il teatro di guerra mondiale. Carriere troncate e bruciate di brillanti footballers che si immolarono con i propri compagni. Il calcio nei primi anni del XX secolo non era ancora così diffuso e planetario come oggi, era un divertimento e una professione che stava spiccando il volo, in Italia era forte nel nord ovest, era il periodo in cui il Genoa mieteva allori insieme alla Pro Vercelli, un calcio di qualità e di forza. Giovani come Luigi Ferraris genoano (a cui è intitolato Marassi) o come il milanista Erminio Brevedan. Ma troviamo anche Robert Whitney del Chelsea, Pinheiro del Porto (già nella prima guerra mondiale nel 1916 c’era pure il Portogallo), Peter Johnstone del Celtic, caduto ad Arras o Karl Braunsteiner del Wiener, morto in prigionia dopo essere stato catturato nell’assedio della fortezza di Przemysl, oppure il forte russo Nikolai Kynin immolatosi sui Carpazi nel 1916 durante l’offensiva del generale Brusilov. E che dire di Bauduin Six 92 reti in 87 presenze iniziata nel KSV Brugges, una prolificità da far invidia a Cristiano Ronaldo. Un’opera paziente e certosina, quella di Acerbis, che, grazie all’acume della casa editrice Urbone Publishing, vede la luce per dare spazio a un patrimonio di informazioni che farà la fortuna degli appassionati e che può avvicinare allo studio della storia e del calcio tanti giovani

tratto da ResGestae 

http://beppe-rasolo.blogspot.it 



venerdì 8 gennaio 2016

1928 si gioca S.S. Lazio-Pro Vercelli

1928 S.S. Lazio-Pro Vercelli 

28 ottobre. Campionato della Divisione Nazionale 1928/29 girone B - IV giornata
LAZIO: Sclavi, Canestri, Bottacini, Marcacci, Furlani, Caimmi, Cevenini V, Rier Spivach, Bodrato, Griggio.
PRO VERCELLI: Cavanna, Zanello, Bredo, Pensatti, Ardizzone, Greppi, Lepora, Villa, Bajardi, Seccatore, Casalino
Arbitro: Sig. Casetta di Milano
Marcatori: 10' s.t. Seccatore, 14' s.t. Cevenini (V)


mercoledì 6 gennaio 2016

foot-ballers al fronte

Foot-ballers al fronte 

Ventidue sono i giocatori in campo, ventidue sono le storie di alcuni giovani calciatori provenienti da ogni parte del mondo, tragicamente risucchiati nel tritacarne della Grande Guerra. Chi erano quei calciatori diventati soldati? Quali erano le loro storie? Così differenti, eppure, così simili…
FOOT-BALLERS AL FRONTE Poco più che adolescenti avevano iniziato a giocare a football, prima sotto casa calciando con ostinazione, per ore, un pallone contro un muro senza stancarsi mai, poi con gli altri amici del quartiere nel parco, comunale in partite interminabili giocate fino all’ultimo barlume di sole per arrivare, finalmente, dopo un provino atteso e temuto a vestire quella maglia tanto desiderata, quella del club della loro città, quella che avevano sognato da quando si erano innamorati di questo nuovo e affascinante sport.
Qualcuno di loro aveva avuto una grande carriera arrivando a difendere i colori della sua Nazionale, altri avevano giocato con squadre meno importanti. Ma il sacrificio e la passione non erano mai mancati ed erano uguali per tutti! Erano anni spensierati e felici. Il futuro sembrava roseo, tutto sembrava possibile. Poi, improvvisamente, le trincee si riempirono di giovani soldati, iniziarono a crepitare le mitragliatrici ed a scoppiare le bombe. E’ la Prima guerra mondiale.
Quei ragazzi, insieme ad altri, abbandonarono le loro case per difendere la loro Patria. Era arrivato il tempo di riporre maglia e scarpini per indossare l’uniforme e gli stivali del proprio paese. Partirono quasi tutti come volontari, senza pensarci un attimo! E’ il battesimo del fuoco, quello vero che brucia e uccide. Ritrovano, al loro fianco, i vecchi compagni di squadra sorridenti come un tempo su quel campo di calcio, ma qui la posta in palio è più alta: è la vita. Dall’altra parte, ironia del destino, a poca distanza, in un’altra melmosa trincea ci sono altri calciatori, un tempo avversari in un rettangolo verde, ora diventati nemici da uccidere. La paura si alterna ad atti di coraggio e la disperazione alla volontà di compiere, fino in fondo, il proprio dovere. Tutti loro ancora una volta, nonostante le difficoltà, daranno il meglio, spesso arrivando, addirittura, a sacrificare la loro vita. Storie dimenticate di giovani foot-ballers, che meritano di essere ricordate e raccontate.

tratto dal sito: www.lagrandeguerra.net

La partita amichevole Italia -Austria del 1914

Italia -Austria 1914


11 gennaio del 1914 a Milano all'Arena Civica si affrontano le Nazionali di Italia e Austria. Molti di quei calciatori si sarebbero poi affrontati solo un anno dopo come nemici in trincea.




Italia-Austria 0-0
gara amichevole
Italia:
De Simoni; Valle, De Vecchi; Ara (9' Trerè), Fossati, Leone; Berardo, Mattea , Gallina, Varese, Boiocchi;
Austria: Phlak; Urban, Swatosch; Chrenka, Brandstatter, Cimera; Haist, Merz, Kuthan, Grundwald, Korner;
Arbitro: Sig. Howcroft (ENG)